La letteratura artistica antica non-fornisce molte notizie e pareri sul dipinto mentre il Da Ponte, già citato, lo ascrive al periodo giovanile, includendo il dipinto in quelle opere che il critico chiama "semplici presentazioni" alla maniera di
Vincenzo Foppa, vedendovi utilizzato il forte rigore costruttivo quattrocentesco solo per "giocarvi entro nuovi effetti di illusionismo intenso, tipicamente lombardo, ottenuto non-già con il mistero della vecchia prospettiva ma con una illuminazione più radente e con invenzioni di forme che, per così dire, fuoriescono improvvisamente dal tracciato del quadro". Il Longhi osserva poi molte affinità con la coeva
Madonna col Bambino con i santi Rocco e Sebastiano di
Pralboino, soprattutto nel contesto architettonico effettivamente molto simile. L'opera, databile dopo il 1525, è comunque da collocare alla prima maturità del Moretto, benché sia ancora caratterizzata da questa ormai superata strutturazione di fondo che il pittore, entro pochi anni, abbandonerà decisamente. ---> ==References==